Molti orologi sono opere d’arte, ma quando chiami un artista a dire la sua, il risultato diventa imprevedibile: o ti conquista o non lo capisci. Il Louis Erard x Konstantin Chaykin Le Régulateur appartiene esattamente a questa categoria. A noi piace tantissimo, perché esce dalle linee classiche e non assomiglia a nulla di già visto: è un oggetto emozionale, espressivo, divertente e, soprattutto, coerente con la filosofia del regolatore, che separa ore, minuti e secondi per una lettura più pulita del tempo.
Una casa indipendente con quasi un secolo di storia
Il marchio Louis Erard nasce nel 1929 a La Chaux‑de‑Fonds e si afferma nel cuore del Giura svizzero, a Le Noirmont. Fin dalle origini, la maison coltiva un’idea precisa: portare la meccanica svizzera a un pubblico ampio, senza rinunciare al carattere. La firma più riconoscibile, negli ultimi anni, è la scelta di recuperare l’architettura del regolatore, storicamente legata ai cronometri da officina, come base di un linguaggio estetico contemporaneo. A questa vocazione si affianca una forte apertura alle collaborazioni con creativi, designer e maestri indipendenti, capaci di trasformare ogni quadrante in una tela. Questa strategia non rinnega la tradizione, ma la rilegge con ironia e freschezza, rendendo accessibile la poetica dell’orologeria indipendente.
Cos’è davvero un regolatore
La configurazione “regolatore” nasce per massimizzare la leggibilità del minuto: minuti al centro e, separati, le ore e i secondi, spesso rispettivamente alle 12 e alle 6. L’idea è semplice e geniale: evitare la sovrapposizione delle lancette e privilegiare l’informazione più usata nella misurazione del tempo operativo. Oggi questa architettura, oltre a essere affascinante per gli appassionati, è un perfetto terreno di gioco per il design, perché offre tre piani di lettura su cui costruire una narrazione visiva.
L’incontro con Konstantin Chaykin: dal regolatore al… ciclope
Konstantin Chaykin è uno dei maestri indipendenti più riconoscibili: i suoi orologi spesso hanno un volto, con occhi che inseguono il tempo. Nella collaborazione con Louis Erard l’idea si spinge oltre: il regolatore diventa una creatura mitologica, un ciclope dalla bocca seghettata. L’ora è l’occhio superiore (su disco), i secondi sono la bocca (sempre su disco), mentre il minuto centrale detta l’espressione. Non è un vezzo gratuito: è un modo per ricordare che il tempo ci guarda, ci osserva, si prende gioco di noi e noi possiamo giocare con lui. Il risultato divide: piace o non piace. E va benissimo così, perché nasce per essere un pezzo di conversazione al polso.
Design e materiali: ironia, profondità, tattilità
La cassa da 42 mm in acciaio lucido incornicia un quadrante ricco di livelli: piastra inferiore argenté con motivo a onde, parte esterna in verde lucido, flangia antracite per le ore e rossa per i secondi. I due dischi che segnano ore e secondi animano il volto del segnatempo. Le lancette sono studiate per non rubare la scena alla grafica: il minuto centrale è protagonista, ore e secondi diventano parte di una maschera teatrale. A protezione c’è uno zaffiro bombato con trattamento antiriflesso su entrambi i lati, mentre il fondello è a vista. L’impermeabilità è di 5 bar, sufficiente per l’uso quotidiano. Il cinturino aggiunge un tocco fuori dal coro: pelle di rospo nera e fodera in pelle di coniglio verde, con attacco rapido e fibbia ad ardiglione in acciaio.
Movimento Sellita SW266-1, il cuore logico del regolatore
All’interno batte il Sellita SW266‑1, calibro automatico della famiglia SW200 configurato in modalità regolatore. La disposizione delle informazioni è didascalica: minuti centrali, ore su disco a ore 12, secondi su disco a ore 6. La riserva di carica è di circa 38 ore, con frequenza di 28.800 a/h. E’ un cuore solido, affidabile, pensato per un uso reale e quotidiano. Nel contesto di questo progetto il movimento fa da controcanto alla teatralità del quadrante: precisione e gioco, funzione e ironia.
Al polso, presenza scenica e sorprendente portabilità
I 42 mm si notano, ma la curvatura della cassa e la scelta del cinturino aiutano la vestibilità. La lettura dei minuti è immediata, come è giusto che sia su un regolatore, mentre si entra velocemente in sintonia con i dischi di ore e secondi. Non è un orologio che vuole scomparire sotto il polsino: è pensato per chi ama farsi notare con intelligenza, per chi cerca un’estetica capace di strappare un sorriso senza perdere coerenza tecnica.
Perché ci piace (tantissimo)
- Identità fortissima: trasforma il regolatore in una maschera senza tradirne la funzione.
- Dialogo fra arte e orologeria: la complicazione storica incontra una lettura emozionale e giocosa.
- Finiture coerenti: acciaio lucido, zaffiro AR fronte/retro, fondello a vista, scelte materiche non banali per il cinturino.
- Movimento affidabile: il SW266‑1 porta l’architettura del regolatore in un perimetro di robustezza e manutenzione semplice.
- Edizione limitata: un pezzo da collezione contemporaneo che rimane accessibile rispetto ai grandi indipendenti.




Scheda tecnica
- Cassa: acciaio lucido, 42 mm, fondello a vista
- Vetro: zaffiro curvo con trattamento antiriflesso su entrambi i lati
- Impermeabilità: 5 bar (50 m)
- Lancette/Dischi: minuti centrali; ore su disco (ore 12); secondi su disco (ore 6)
- Movimento: Sellita SW266‑1 automatico, 38 h di riserva di carica, 28.800 a/h
- Cinturino: pelle di rospo nera, fodera in pelle di coniglio verde, sgancio rapido, fibbia ad ardiglione in acciaio
Conclusione
Piace o non piace? Per noi è un sì convinto. Il Regolatore di Louis Erard x Konstantin Chaykin (qui la pagina ufficiale) dimostra che l’orologeria può essere arte indossabile e narrativa personale.
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